Miles Davis & Thel. Monk:

Miles & Monk At Newport

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Aspetto Artistico

Non crederete davvero che mi metta a raccontar di Miles Davis e Thelonius Monk! Chi non ne sa nulla comperi questo disco. Chi li conoscesse già non può perdere questo vinile. Innanzitutto è un live dell'età dell'oro, è sufficientemente economico, è degnamente registrato, ma sopra ogni cosa è di eccezionale qualità artistica. Scopriamone insieme il perché.

Sul primo lato vi è la musica dell'epico Miles Davis Sextet, spalleggiato per l'occasione da due dei giganti del sassofono: John Coltrane al tenore e Julian "Cannonball" Adderley all'alto. La Band è in ottima forma, tutti mostrano grinte da leone e fraseggiano, talvolta battagliando fra di loro, come vecchi poeti d'avanguardia. Miles, in tutti i brani, non risparmia fiato, energia ed immaginazione. Un vero drago! John lo conosciamo tutti… (spero) sapete com'è fatto: qualche volta non riesce proprio a vincerla la sua tristezza, qualche altra i suoi discorsi cervellotici sembrano proiettarlo in un'altra dimensione. Commovente. Cannonball è il solito pacioccone, furbastro ed un po' sornione, ma svelto come un gatto! Gli assolo di questo (very) big del Jazz sono illuminanti come la luna in una bella serata autunnale, fluidi e chiari come l'acqua di sorgente e rivelatori come il discorso di un vecchio saggio. Per non tacer della sezione ritmica posso solo aggiungere che Winton Kelly al pianoforte, Paul Chamber al contrabbasso e Jimmy Cobb alla batteria sono degni compagni di "volo" dei tre solisti fuoriclasse, non solo, ma si adoperano con piglio quasi rocker eppure sensibili come educande… WOW!!!

Con Monk ed il suo quartetto, secondo lato dell'LP, ci si rilassa un po'. Ma solo un pochettino. Lo stile molto personale del pianista, da alcuni definito: pazzoide-genialoide; da altri: truffatore, rimane il solito: frasi brevi, a volte concise, altre interrotte; molto blues ed estro dinamico a secchi! Naturalmente egli, in qualità di creatore (insieme a Sonny Rollins) della difficile tecnica della improvvisazione "tematica", ovvero della elaborazione dell'armonia (accordi) che non della melodia (lirica) dà, anche in questo caso, il massimo di sé trascinandosi dietro il gruppo. I momenti più alti, secondo il mio gusto, li raggiunge proprio il Monk grazie ai suoi discorsi veloci, pronunciati a mezza bocca, profumati e fantastici come le storie de "Le Mille e Una Notte. Come "bonus" ascoltando questo disco si vive la tensione positiva che l'artista a sua volta prova al cospetto dell'esigente pubblico del festival. Ospite del quartetto vi è un grande del clarinetto: Pee Wee Russell. Con lui si rivivono attimi elettrici, grazie al vivacismo espressivo ed inebriante con cui swinga sospinto, vento in poppa, dalla band. Particolare menzione deve essere tributata al mai troppo apprezzato Charlie Rouse. Vispo e validissimo tenor sassofonista, perfettamente a suo agio nell'assecondare, supportare e stimolare le bizze del suo inguaribile capo e del suo prezioso ospite. Non da meno la ritmica: Butch Warren al contrabbasso e Frankie Dunlop alla batteria stendono un possente ma raffinato tappeto di suoni su cui far galleggiare le capricciose, isteriche, malate fantasie hard bop di quelli che, ormai, definire genî è puro eufemismo e, ahimè, ormai magra consolazione.

Antonio Scanferlato © 2002

Outstanding sessions recorded at Newport Festival. Monk's portion rivals The Miles group. The Miles Davis Sextet featuring John Coltrane and Julian "Cannonball" Adderley. The Thelonious Monk Quartet and Pee Wee Russell.

Le edizioni

La Scorpio-Columbia ha ristampato questo splendido album su vinile 180gr con codice 8978H.

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