
Dave Brubeck Quartet:
Time Out
Aspetto Artistico
Questo, lo dico subito, è uno dei miei dischi preferiti. Lo ascolto quando mi sento un po' nervoso o stressato, quando viene qualcuno a trovarmi ed ho bisogno di un sottofondo della massima qualità, oppure, semplicemente quando ho voglia spensierarmi. La peculiarità di questo capolavoro, oltre la sua musica, è costituita dal fatto che tutte le canzoni sono state eseguite con tempi dispari (inusuali nel Jazz) e con un dinamismo stilistico di gruppo fuori dal comune. La band in questione è rimasta intatta sulla breccia per circa diciassette anni, e Time Out giunge dieci anni dopo la sua formazione, al culmine quindi dell'affiatamento, della maturità professionale ed artistica del gruppo.
Il primo pezzo: Blue Rondo à la Turk, disorienta e meraviglia allo stesso tempo. Sapendo di avere posto sul piatto uno storico disco di Cool Jazz ci si trova, invece, ad ascoltare un riuscito dosaggio di musica Classica in una composizione Jazz dai gustosi cambi di registro e dai timbri misurati e morbidi, anche quando i quattro musicisti passano repentinamente dal Rondò allo Swing in maniera: Turca! Il secondo pezzo, Strange Meadow Lark, eseguito in pieno stile Cool, ci dona un momento di assoluto relax. Il sax alto di Paul Desmond aleggia lieve nella stanza ed alternandosi negli assolo con il pianoforte di Brubeck, ci trasporta la mente su di una nuvola. Take Five. Questo brano, lo confesso, mi emoziona sempre un po'. Questa composizione fu definita: easy, dai soliti criticoni. In effetti, forse lo è. Ciò non significa però che questo pezzo, scritto dal Desmond, sia banale, tutt'altro: l'assolo armonico in questo caso è svolto con efficacia, gusto e raffinatezza dal valente batterista Joe Morello. Un'autentica chicca. Ecco che con Three Get Ready, brano dall'aria innocentemente waltzy le cose cominciano a complicarsi: i tempi si intrecciano mentre gli assolo vi serpeggiano intorno fino a culminare con l'ultimo momento alto di Dave. Kathy's Waltz è un brano che Brubeck dedica alla figlia di Paul. Anche qui le cose non sono semplici come appaiono. La band si diverte ad entrare ed uscire da originali situazioni quasi contrappuntistiche, con variazioni di tempo in un contesto sempre godibile, come lo "scambio di idee" tra la batteria di Joe ed il piano di Dave. Everybody's Jumpin' ci colpisce nuovamente. Anche se in maniera più veloce ed originale, il quartetto affronta questo tema dal carattere percussivo in maniera rilassata come al solito. Il buon Joe, sul finale, ci regala un altro dei suoi vivaci assolo. Pick Up Sticks chiude (ahimè) l'album e lo fa nel migliore dei modi. L'atmosfera generale rimane comunque ombreggiata ma la musica respira. È il contrabbasso di Eugene Wright, questa volta, a dettare legge, gli altri possono solo danzargli intorno inventando nuovi modi per essere sofficemente, serenamente, ironicamente swing: Cool.
Questo LP non dovrebbe mancare nella discoteca di un melomane. Gli oltre quaranta minuti di musica volano via piacevolmente. Time Out piace a molte categorie di musicofili e da oggi è appetibile anche dagli audiofili, i quali troveranno il vinile confortevolmente silenzioso, dinamico, dettagliato ed arioso. Del resto è un QUIEX: è una garanzia!
Antonio Scanferlato © 2002
Containing the monster hit "Take Five", Time Out firmly establishes the Dave Brubeck Quartet outside of the jazz world. This seminal recording is highlighted by the moody arrangements and saxophone work of Paul Desmond.
Le edizioni
Ne sistono varie edizioni, ma la migliore è senza dubbio quella della Classic Records su vinile Quiex-SV: codice CS-8192-Q.
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